Interviste di mezz’estate: Sandro Pugliese, il Direttore Tecnico

A circa una settimana dall’inizio dell’attività del settore giovanile ed ad un paio da quella della Prima Squadra Sandro Pugliese fa il quadro della situazione tra il passato dell’ultima stagione e il futuro dalla prossima.

– Che giudizio dai della stagione in generale?
“E’ stata una stagione sicuramente molto positiva sotto tutti i punti di vista. Con la prima squadra siamo tornati a partecipare dopo oltre un decennio ad un campionato nazionale come la DNC dimostrando di potercela giocare con tutti gli avversari. A livello giovanile siamo praticamente andati avanti con tutti i gruppi con alcuni acuti importanti come la vittoria del campionato regionale Under17 e quella nel provinciale dell’Under15. Ma mi preme sottolineare anche il buon comportamento anche nei campionati d’Eccellenza dove con l’U17 siamo arrivati alla fase nazionale e con l’U14 ci siamo guadagnati il diritto a partecipare anche in questa stagione. Anche il minibasket ha lavorato bene, soprattutto a livello tecnico e conseguentemente di risultati. Per noi del settore giovanile è una risorsa fondamentale, è da lì che devono uscire i buoni giocatori”.

– Con quali prospettive si presenta il Milano3 per la prossima stagione? In cosa vorresti ulteriormente migliorare?
“Dal punto di vista dei risultati ogni stagione si riparte sempre da zero e il difficile diventa sempre confermarsi. Non sarà facile, ma il primo obiettivo è proprio quello: cercare di rimanere sullo stesso livello. In questo senso, per le giovanili, saranno già molto importanti le qualificazioni dell’Intertoto alle quali partecipiamo con U19, U16 e U13. Con la DNC migliorare il 6° posto dell’anno passato sarebbe stupendo, ma prima iniziamo con ‘l’idea di salvarci poi quel che verrà sarà tutto di guadagnato”.

– Se dovessi completare la frase “we have a dream…” cosa aggiungeresti?
“L’idea della società di lavorare per la posa del parquet all’interno del PalaBasiglio sarebbe un sogno che si realizza calcando questo campo prima da giocatore e poi da allenatore ormai dal lontano 1992. Come tecnico direi che un altro sogno fondamentale sarebbe di poter contare su altra struttura sul territorio comunale per fare gli allenamenti. Questo ci darebbe molto di non essere ultra-compressi in sole due palestre con orari di lavoro non sempre adeguati alla qualità che vogliamo proporre. Avessimo un campo in più ne gioverebbe la qualità e la tranquillità del lavoro sul campo”.

– Con la prima squadra, dopo aver toccato il Veneto, ora esplorate l’Emilia, cosa ti aspetti da quest’avventura dopo l’entusiasmo del primo anno?
“Anche se siamo rimasti nel “B” quello che ci attende è un girone molto cambiato rispetto all’anno passato con ben 7 novità, il 50%. Non ci sono più le corazzate Montichiari e Orzinuovi, ma il campionato si è molto livellato, ogni partita si potrà davvero vincere o perdere. Le emiliane sono storicamente formazioni di alto livello e lo dimostra il fatto che 3 delle 4 squadre inserite nel nostro girone l’anno passato hanno disputato almeno la semifinale. Al di là degli interessanti nuovi percorsi enogastronomici a noi cambia poco, sappiamo sempre che dobbiamo rimboccarci le maniche contro qualunque avversario. Se rimaniamo ruspanti possiamo dare fastidio a tutti”

– Il settore giovanile rimane comunque la mission principale, quali i motivi di questa scelta?
“Noi non possiamo prescindere dal lavoro del settore giovanile, tanto che consideriamo la nostra prima squadra una sorta di Over19 e non un’entità scollegata. Per noi è l’obiettivo principale lavorare bene con le giovanili perchè l’unico modo che abbiamo di sopravvivere a questo livello è quello di formarci i giocatori in casa. E la sfida ogni anno si rinnova più difficile, ma più interessante, perchè cerchiamo di alzare l’asticella ogni anno. E poi non voglio dimenticare anche la funzione sociale del nostro lavoro, stare in palestra per i ragazzi è fondamentale, si imparano regole di vita e si sta lontano dalle brutte compagnie. Certe volte penso davvero che i ragazzi dovrebbero vivere in palestra”

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