U14 Reg: coach Curti a poco dal ritorno in campo

Manca sempre meno al ritorno in campo dell’Under14 Regionale, per tal motivo, abbiamo raggiunto coach Daniele Curti per qualche dichiarazione in vista della ripresa. Il gruppo, formato interamente da ragazzi classe 2008, è pronto a tornare a calcare il parquet dopo circa un anno e mezzo di lontananza dai campionati di pallacanestro.

Cosa insegneresti ai tuoi ragazzi al di là della pallacanestro?

“La parola chiave è cultura. Cultura di fare gruppo, di essere una squadra, di considerare la pallacanestro un vero impegno ed organizzarsi con tutto il resto. Comportarsi in modo da cercare la crescita ed il miglioramento, senza tirarsi indietro. La cultura dell’impegno e del raggiungimento di determinati risultati”.

Negli ultimi tempi, hai cercato di approfondire la figura dell’allenatore e di migliorare sotto certi aspetti?

“Credo di aver fatto molto negli ultimi tempi per migliorare in quanto allenatore. Mi ritengo abbastanza ossessivo quando cerco dei miglioramenti sia a livello tecnico che tattico, nonché a livello di gestione del gruppo. Fuori dal campo, studio molto il gioco ed i suoi diversi aspetti. E’ una parte del mio ruolo che mi affascina”.

Quali strategie credi siano efficaci per mantenere unito un gruppo, sia da un punto di vista mentale che morale?

“Ovviamente, far sentire tutti parte del gruppo, cercare di coinvolgere ogni singolo ragazzo. E’ altrettanto importante comprendere che non tutti i ragazzi possono essere trattati allo stesso modo. Ciascuno è diverso e ciascuno merita di essere trattato in modo diverso, in base alla sua personalità, al suo carattere, alle sue potenzialità. Al contempo, è necessario far capire che con ognuno di loro si lavora al massimo, si cerca di dare tutto ciò che si ha”.

La squadra è formata da un gruppo praticamente nuovo. Su quali aspetti hai iniziato a lavorare sin dai primi allenamenti?

“Siamo un gruppo nuovo, e la pandemia ha interrotto il percorso di crescita dei ragazzi nel periodo decisivo di entrata nel settore giovanile. E’ un gruppo che necessita di essere formato sotto l’aspetto tecnico ed atletico, senza escludere quello tattico. Nella pallacanestro odierna, a predominare è forse la componente atletica, ma un giocatore privo di tecnica ha poca strada davanti a sé. Cercheremo di svilupparle entrambe parallelamente”.

Indipendentemente dai risultati, hai in mente degli obiettivi per questa nuova stagione?

“I nostri obiettivi per la stagione si ricollegano al discorso della cultura fatto in precedenza. E’ necessario fornire un’idea chiara di cosa si fa in campo, di come si cresce e di come si lavora, di come ci si allena e di come si vive la pallacanestro ad un certo livello. Prima ancora dei risultati, è fondamentale costruire una mentalità di squadra”.

Gabriele Melina

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