“The Mask” Matteo Mori, una storia da “Massicci”

E’ passata un po’ sottosilenzio perchè il turbinio dei risultati è stato incredibile, ma settimana scorsa Matteo Mori ha fatto qualcosa davvero di straordinario che testimonia l’impegno, dedizione, sacrificio e senso di appartenenza di questo ragazzo d’oro del 1997. Un profondo taglio al labbro non lo ha fermato, è diventato “The Mask”!

Tutto nasce negli ultimi secondi della Gara 2 di semifinale Serie D ad Arese quando, nonostante il -15 ed una partita ormai segnata, Mori ha ancora la voglia di inseguire un rimbalzo dopo un tiro libero. Purtroppo ci sono anche gli avversari e lo scontro con il pivot di casa è pesantissimo, il labbro si spacca e buona parte della notte la passa in ospedale a farsi mettere i punti di sutura. Il labbro è decisamente gonfio, il verdetto è pesante, i punti di sutura sono ben 7. Tantissimi.
La tristezza è tanta, l’indomani c’è Gara 2 di semifinale di Serie C Gold, i biancorossi hanno fatto l’impresa a Pavia nella prima partita, è un’occasione d’oro per sovvertire i pronostici, non esserci sarebbe davvero un peccato dopo un anno di sacrifici. Ma come si fa con 7 punti di sutura su un labbro? Impossibile.
Intanto con la tristezza nel cuore Matteo l’indomani mattina va anche a fare un esame all’università, ha studiato troppo per non presentarsi. Non riesce a parlare perchè il labbro si è gonfiato molto, ma tanto è uno “scritto” e lo supera brillantemente. Nel frattempo il nostro “uomo delle soluzioni” Luca Carezzano, il vice della Serie C Gold, si sta muovendo senza avvisare nessuno tra vari negozi di ortopedia e conoscenze varie per trovare una maschera protettiva che possa permettere a Mori di giocare. C’è un problema, non esiste nulla sul mercato.
Problema non da poco, ma Luca non si arrende e trova la soluzione con l’ultimo contatto della sua lista, OrthoLab. Pensate che sia facile? Per nulla perchè nel frattempo Matteo ha il cellulare staccato (ricordate l’esame all’università?) e soprattutto l’idea di maschera bisogna “costruirla” perchè nessuno ne ha mai usata una.
“Devi essere alle 17.30 in Corso San Gottardo per provare a fare questo miracolo” recita il messaggio di coach Carezzano, Matteo accende il cellulare e si presenta sul posto perchè la voglia di giocare è tanta e improvvisamente questo spiraglio gli dà nuova energia. In tutto questo ricordate che il match si gioca alle 21.15.
Bisogna capire come fare e anche il materiale da usare perchè non tutti sono validi per la pratica sportiva. La scelta è dunque per fare una maschera “totale” perchè non c’è altro modo per coprire il labbro ed avere un supporto con i tiranti che possa reggere gli urti di uno sport di contatto come il basket. Bisogna modellare la maschera sul volto di Matteo, gli fanno il calco del volto e poi subito in laboratorio per la produzione. E’ incredibile, in meno di due ore, la maschera è pronta e supera tutti i test.
Ovviamente Matteo non l’ha mai usata, non sa come si troverà, in più non mangia praticamente dalla sera prima per ovvi motivi, fa mezz’ora di riscaldamento e dice “Ci sono! Me la gioco!”. Parte in quintetto da pivot titolare, segna anche due punti, gioca 5 minuti. Milano3, però, perde di 20, Pavia fa 1-1, la favola sembra bellissima, ma non a lieto fine. Intanto sabato si gioca Gara 3 di Serie D contro Arese, questa volta si decide di preservarlo, Matteo chiede di venire in panchina ad aiutare i suoi compagni, è prodigo di consigli per tutti e, nonostante che faccia fatica a parlare, non smette mai di incitarli. Il Milano3 vince e conquista l’accesso alla finale di Serie D.
Domenica si va a Pavia, Gara 3, Milano3 vuole fare il miracolo. Mori, che mangia solo cibi liquidi ormai da quasi una settimana, chiede di giocare lo stesso, stringerà i denti, se ci sarà bisogno di una rotazione lui risponderà presente. Al 15′ del primo tempo, Arioli è stanco, Capella ha già 3 falli, coach Pugliese si gira: “Matteo c’è bisogno di te”. Non finisce neanche la frase, Matteo è già in piedi con la maschera in mano pronto ad entrare. 5 minuti da battaglia, 2 rimbalzi, 1 stoppata, 1 assist. Lo Sporting Milano3 espugna Pavia e giocherà, a sorpresa, la finale di Serie C Gold, la prima della sua storia.
Lo farà anche grazie a questo gesto eroico di uno dei suoi ragazzi, uno che gioca 10 minuti a partita, ma che ha perfettamente capito cosa vuol dire fare parte di una squadra, perchè tutti possono essere protagonisti con il loro ruolo. Un gesto da “Massicci”.
E ora Matteo “The Mask” Mori è tornato ad allenarsi definitivamente e venerdì sarà in campo al PalaBasiglio per la finale di Serie D e sabato a Olginate per la finale di C Gold. Sempre con la sua maschera e i suoi 7 punti di sutura, per dare il massimo e provare a rendere realtà un sogno.

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