“On the Bench”: coach Daniele Curti

Terzo appuntamento con la nostra rubrica dedicata agli allenatori della nostra società. Abbiamo parlato con i coach delle giovanili chiedendo loro aneddoti e curiosità sulla loro passione per la palla a spicchi. Questa volta tocca a Daniele Curti, entrato nel nostro staff quasi per caso e ormai coach di riferimento delle nostre giovanili.

Come ti sei avvicinato al mondo della pallacanestro?
“ Capire il legame che esiste tra me e la pallacanestro è allo stesso tempo facile e difficile. Sembra che non ci sia mai stato un giorno della mia vita senza che la pallacanestro sia stata nei miei pensieri ma il mio incontro con questo bellissimo sport è avvenuto in modo molto casuale.
A 6 anni, seguendo la tradizione familiare, iniziai a giocare a calcio ma dopo soli 6 mesi decisi di seguire alcuni miei compagni di classe delle elementari (tutt’ora miei grandi amici) che avevano iniziato a giocare a basket nella squadra del nostro paese. Da quel momento mi sono completamente innamorato di questo bellissimo sport che mi ha accompagnato come giocatore fino ai 16 anni e fino ad oggi come allenatore.
I miei esordi come allenatore risalgono a 9 anni fa quando, a Locate di Triulzi, il mio vecchio allenatore Angelo Morettin mi ha proposto di aiutarlo con l’annata 1998 della società del mio paese.
All’inizio ero molto riluttante ad accettare questa proposta, forse perché a 16 anni non mi sentivo pronto per assumere un ruolo di così grande responsabilità.
Alla fine, dopo una lunga opera di convincimento, iniziai questo nuovo percorso che da 5 anni a questa parte mi vede far parte, con estrema soddisfazione, della famiglia del Milano3 Basket.”

Come allenatore quali sono i modelli a cui ti ispiri?
“Come allenatore cerco sempre di rubare qualcosa (sia tecnico che umano) da tutti i colleghi con cui entro in contatto perché non esiste nessun allenatore perfetto e ogni persona può fornirti spunti utili per cercare di migliorare ogni giorno. Il mio obiettivo (riassumibile nel motto Good to Great) è sempre quello di migliorare me stesso e tutti i ragazzi che ho la fortuna di conoscere ed allenare e spero che nei prossimi anni tutti loro possano avere un futuro nella pallacanestro e lo stesso amore che io ho per questo fantastico sport.”

Cosa significa per te il Milano3 Basket?
“Come già detto in precedenza considero il Milano3 Basket una famiglia. All’interno di questa società ho trovato un ambiente estremamente competente che mi ha permesso in questi anni di crescere moltissimo sia come persona che come allenatore.”

Qual é stato il momento più emozionante e quello più brutto nella tua carriera da allenatore?
“Si potrebbero menzionare tanti traguardi che abbiamo raggiunto insieme in questi 5 anni, ma la soddisfazione più grande ogni volta risiede nel vedere come i ragazzi crescono e migliorano sia durante gli allenamenti che durante le partite.”

Quali sono gli insegnamenti, aldilà della tecnica, che vuoi trasmettere ai tuoi ragazzi?
“Per me ha una grande importanza il fatto che i ragazzi, prima di tutto, si debbano divertire quando vengono in palestra perché la pallacanestro è uno sport e come tutti gli sport deve portare gioia e divertimento.”

Lorenzo Lubrano

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